Lungo il Vallo di Adriano


Il muro rappresentò il confine più settentrionale dell’impero romano in Britannia per gran parte del periodo di dominio romano su queste terre; era inoltre il confine più pesantemente fortificato dell'intero impero. Oltre al suo impiego come fortificazione militare, si ritiene che le porte di accesso attraverso il vallo siano servite come dogane per permettere la tassazione delle merci. Una significativa porzione del vallo è ancora esistente, in particolare la parte centrale. Per gran parte della sua lunghezza il percorso del muro può essere seguito a piedi e costituisce un'importante attrazione turistica dell'Inghilterra settentrionale. Il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1987.


Serve una buona dose d’immaginazione per figurarsi oggi quel numero impressionante di pietre, la bellezza di 24 milioni, squadrate e assemblate dai legionari romani, giorno dopo giorno per ben sei anni, a formare un colosso largo 3 metri e alto 5, fiancheggiato a nord da un profondo fossato e presidiato da 80 fortini (i cosiddetti “milecastles”) uno ad ogni miglio romano e da quasi il doppio di torrette, più 14 forti più grandi, organizzati come vere e proprie cittadelle con strade, botteghe, bagni romani e latrine pubbliche, dove un gran numero di soldati vivevano con le loro famiglie.

Poi, qualche secolo più tardi, venne il declino di Roma, l’Impero cominciò a vacillare e la legione venne ritirata. Quel possente muro abbandonato a se stesso si trasformò così in un immenso serbatoio di pietre pregiate, che chiunque poteva facilmente prelevare e riutilizzare altrove per la costruzione di case, abbazie, locande ed edifici di vario genere, ancora oggi disseminati lungo il Vallo.


Del muro oggi è rimasto poco, un nastro che serpeggia spavaldo in un ambiente naturale di notevole impatto visivo, pervaso di una grandiosità epica che va ben oltre la sua esigua mole attuale.
E bravi gli inglesi che hanno saputo valorizzarlo, facendone un’attrazione turistica di primaria importanza, inserita oggi nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.


Affrontarne a piedi l’intera estensione è un “must” per ogni appassionato di trekking o di storia romana: 140 km di  saliscendi fra colline solitarie punteggiate di pecore, da coprire in 6 o 7 giorni, alloggiando negli appositi ostelli, nei bed&breakfast o nelle locande collocate lungo il cammino e visitando magari le cittadine storiche e le belle abbazie lambite dal muro.
La cosa divertente è che esiste persino uno speciale passaporto, da far timbrare ad ogni tappa raggiunta; poi, una volta compiuta per intero l’impresa, ad essere rilasciato è un vero e proprio attestato, il cosiddetto “certificate of achievemen”, un trofeo cartaceo da mettere in cornice e da esibire con orgoglio agli amici.


Noi visitiamo alcuni punti particolari.

Saliamo a Walltown Crags, forse il punto in assoluto più spettacolare da cui osservare il muro. Da qui lo si vede sgusciare nell’erba come un serpente, lungo i declivi e le creste rocciose  circondato da un tratto di superba campagna, che quando esce il sole si accende di colori pazzeschi. È proprio in quest’area che il tratto di muro meglio preservato raggiunge un’altezza di 2,2 metri.


Arriviamo al Forte di Housesteads l’unico forte orientato a est, tutti gli altri sono rivolti a nord, per tenere d’occhio il fronte. È ormai sera, camminiamo su una distesa di rovine fra cui si può gironzolare in libertà, fermandosi a leggere le varie tavole informative e cercando di immaginare l’imponente complesso di edifici che doveva essere in origine. La cosa più buffa e curiosa è la latrina comune, uno degli edifici meglio conservati. E lì, immaginando i centurioni impegnati fianco a fianco nell’impresa meno nobile, ci scappa pure un sorrisetto malizioso.


Davanti ai nostri occhi, lungo tutto il percorso di oggi, panorami vastissimi, fatti d’immense distese di verde, falesie rocciose, lucenti specchi blu, qualche boschetto ombroso e qualche bella fattoria, ma su tutto, protagonista assoluto, sempre quel muro denso di storia che sfreccia nell’erba, arrampicandosi e poi scivolando lungo dossi e declivi, fino a perdersi negli spazi silenziosi che riempiono l’orizzonte. 


 Il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1987

Serve una buona dose d’immaginazione per figurarsi oggi quel numero impressionante di pietre, la bellezza di 24 milioni…

…squadrate e assemblate dai legionari romani, giorno dopo giorno per ben sei anni, a formare un colosso largo 3 metri e alto 5

Affrontarne a piedi l’intera estensione è un “must” per ogni appassionato di trekking o di storia romana: 140 km di  saliscendi fra colline solitarie punteggiate di pecore

I 14 forti erano organizzati come vere e proprie cittadelle con strade, botteghe, bagni romani e latrine pubbliche, dove un gran numero di soldati vivevano con le loro famiglie

…il muro denso di storia che sfreccia nell’erba, arrampicandosi e poi scivolando lungo dossi e declivi, fino a perdersi negli spazi silenziosi che riempiono l’orizzonte

  Del muro oggi è rimasto poco, un nastro che serpeggia spavaldo in un ambiente naturale di notevole impatto visivo…

Arriviamo al Forte di Housesteads l’unico forte orientato a est, tutti gli altri sono rivolti a nord, per tenere d’occhio il fronte…

È ormai sera, camminiamo su una distesa di rovine fra cui si può gironzolare in libertà, fermandosi

  La cosa più buffa e curiosa è la latrina comune, uno degli edifici meglio conservati





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